Archivi categoria: Sala Fenice

Inaugurazione della mostra “COMMISTIONE” di Roberto RIVA

Mercoledì 15 gennaio 2020
ore 18.30

Commistione
Mostra di Roberto Riva

Roberto Riva celebra con trenta immagini la sua decennale appartenenza al Circolo Fotografico Fincantieri-Wärtsilä di Trieste. Lo fa con una mostra caratterizzata dall’assenza di specifiche relazioni tra una foto e l’altra. L’unica regola che l’Autore si è autoimposto è quella di rispettare la cronologia degli scatti che lui ha realizzato a partire dal 2009. Nella rassegna vengono trattati numerosi temi, senza alcuna concessione a specifiche ricerche personali o a portfolio. I suoi sono scatti singoli, realizzazioni estemporanee, prodotte sicuramente senza continuità, ma col genuino intento di soddisfare personali esigenze di espressione visiva. È così che il colore e il bianconero si susseguono in modo composito, conseguendo però il meritorio risultato di incuriosire l’osservatore e di suscitare il suo interesse.

La rassegna sarà visitabile dal 16 gennaio 2020 al 14 febbraio 2020 presso la Sala Fenice del nostro Circolo.

Inaugurazione della mostra PICCOLI MONDI 2019

Mercoledì 26 giugno si è inaugurata la mostra
PICCOLI MONDI 2019 con i Portfolio di Mariagrazia BERUFFI, Walter BOHM, Giulio BONIVENTO, Cristina LOMBARDO, Maurizio COSTANZO e Dario REGGENTE.

«Max Ferrero è un fotografo professionista cinquantacinquenne di Torino che ha pubblicato su tutte le maggiori testate italiane. Diplomato in Arti Fotografiche, ha esordito come reporter nel 1985 con un lavoro sul carcere minorile Ferrante Aporti. In seguito ha documentato la lotta dei sandinisti in Nicaragua, i rivoluzionari di Farabundo Martí a El Salvador, la nascita del Kurdistan iracheno dopo la prima Guerra del Golfo. In Italia ha seguito il dramma dei penitenziari sovraffollati, il fenomeno dei flussi migratori dal Nord Africa, l’applicazione della legge Basaglia negli ospedali psichiatrici. Negli Anni Novanta ha realizzato alcuni importanti reportage sulla guerra civile nell’ex Repubblica jugoslava. Dal 2011 è Professore di Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Novara.
«Per un fotografo come me che arriva dall’ambito reportagistico – ha scritto Max Ferrero sul Sito di divulgazione fotografica “Fotozona” – parlare di racconto attraverso l’utilizzo di più scatti singoli appare come un’ovvietà; eppure, ancora oggi, dopo tanto tempo dedicato all’insegnamento, continuo a dibattermi per far capire che lo scatto singolo è spesso solo un istante di casuale fortuna, mentre l’analisi e sviluppo di un’idea o di un racconto devono passare attraverso un progresso concettuale che ha un inizio, dei passaggi intermedi e un’inevitabile conclusione. Questa struttura uniforme con un numero limitato d’immagini io la chiamo “racconto”, altri “portfolio”. Con un nome o con l’altro, la sostanza non cambia: le foto che si presentano devono avere il dono della sintesi, evitando l’abbondanza per non diluire l’intensità della narrazione, sfuggire la ripetitività per evitare rallentamenti della narrazione. Non devono essere troppo poche, permettendo alla storia di essere compresa nel suo fluire visivo. Qual è allora il numero concreto di foto per la realizzazione di un portfolio?»
Ecco! Giustappunto! La domanda posta da Max Ferrero appare quanto mai opportuna. Qual è il numero “giusto” di fotografie necessarie per la creazione di un buon Portfolio? A mio modesto parere non esiste un numero “giusto” idoneo per tutti i lavori e per tutte le situazioni affrontate fotograficamente. Va da sé che anche i limiti (minimo 4 e massimo 12) fissati dai Regolamenti delle due Selezioni che sono danno origine a questa Mostra (“Microcosmi” programmato nel mese di febbraio e “Universo Portfolio” pianificato nel mese di maggio) sono tutt’altro che adeguati a tutte le necessità. Hanno un unico pregio: quello di indurre gli Autori a una più che opportuna sintesi. Come sostiene Ferrero: «Anche per i portfolio (N.d.R.: come per la lunghezza dei film) non mi sentirei di accettare una lettura con sviluppi realizzati attraverso tre scatti o meno, anche se non devono esistere rigide regole di durata, considero molto complicato presentare un lavoro omogeneo con più di 10-15 scatti. È già così difficile ottenere una sola foto coinvolgente, figuriamoci tante!»

Fulvio MERLAK

“TORNARE” – Mostra di MARIAGRAZIA BERUFFI

mercoledì 14 novembre – ore 18.30
inaugurazione della Mostra
“TORNARE”
di
MARIAGRAZIA BERUFFI

«Tornare»
Mostra di Mariagrazia Beruffi

Una giornata speciale quella in cui Bianca e Aldo, esuli istriani, decidono di tornare alla loro casa. Tutto è stato lasciato così a Strugnano da quel febbraio del 1947 in cui l’Istria è stata ceduta alla ex Yugoslavia.
Una finestra rotta, un cortile, il muro di fronte, niente più ha le sembianze di casa. Flash di memoria riportano alla mente l’infanzia e la giovinezza vissute tra quelle pareti piene di crepe e di ragnatele. Ma anche le sparizioni, le foibe e la paura che li spinse alla fuga verso un futuro incerto.
Rivivono in silenzio il loro passato, perché il racconto non può coinvolgere emotivamente chi non ha visto, sentito e pianto. «È un ricordo, quello dell’Istria, destinato a sopravvivere, nell’animo di chi più non vi risiede, per il fuggevole momento di una sola generazione, l’ultima rimasta.» (Eugenio Scalfari dalla prefazione al libro di Gianni Giuricin “Istria maledetta”)
Tradurre in immagini le loro memorie è stato un po’ come profanare i loro sentimenti più intimi e per questo ringrazio Bianca e Aldo Paoli per la grande disponibilità a rivivere quei momenti che sono appartenuti anche ad altri 300 mila esuli istriani sparsi in tutto il mondo.

Mariagrazia BERUFFI

Mariagrazia Beruffi vive tra Brescia, città natale, e Trieste. Dopo un periodo di insegnamento di lingue straniere ha iniziato un percorso di grafica che l’ha avvicinata alla fotografia. Da subito il suo interesse si è rivolto non tanto alla tecnica quanto all’atto fotografico come esperienza di vita. La sua è una fotografia del reale ma molto istintiva, imprevedibile e soggettiva. Nasce spesso da incontri casuali che, pur nella loro fugacità, si tramutano in condivisione di sogni, sentimenti ed emozioni.

Clicca qui per visitare il sito di Mariagrazia Beruffi

 

YO SOY FIDEL & IL SOTTILE RIFLESSO di Francesco COMELLO & Lorenzo ZOPPOLATO

mercoledì 24 ottobre – ore 18.30
inaugurazione della mostra
YO SOY FIDEL & IL SOTTILE RIFLESSO
di
Francesco COMELLO & Lorenzo ZOPPOLATO

“Yo soy Fidel”
Sono andato a Cuba per la prima volta nel dicembre 2016, per la morte di Fidel.
Sono ritornato due mesi dopo, perché le storie chiamano altre storie. Questa volta ho portato con me le parole scritte a macchina di un giornalista italiano, Saverio Tutino, inviato a Cuba negli anni 60/70 come corrispondente dell’Unità. Scriveva a sua figlia Barbara di dieci anni. Un mese di viaggio, girovagando per l’isola in cerca di tracce, di luoghi, di storie lette e di storie ancora da raccontare.

Francesco COMELLO

“All’inizio degli anni Sessanta l’America Latina divenne il centro di una grandissima crisi. Nell’aprile del ’61 Kennedy (N.d.R. John Fitzgerald Kennedy, 1917-1963) autorizzò l’invasione di Cuba da parte di esuli addestrati dalla CIA, sperando che la popolazione si sarebbe sollevata contro il neonato regime socialista. Il tentativo fallì e Castro (N.d.R. Fidel Alejandro Castro Ruz, 1926- 2016) strinse alleanza con l’Unione Sovietica e si accordarono per l’installazione a Cuba di missili nucleari. Kennedy proclamò il blocco navale dell’isola, per impedire vi giungessero armi atomiche. La crisi si risolse solo con un compromesso: i Sovietici smantellarono le basi a Cuba e gli Stati Uniti si impegnarono a rispettare la sovranità del regime di Castro.”
(Testo tratto dal Sito: https://doc.studenti.it/riassunto/storia/storia-anni-60-70.html)

“Il sottile riflesso”
In Messico, percorrendo una strada sterrata a mezza giornata di cammino da Huahutla de Jimenez, in un remoto cimitero, i tempi della vita e della morte si sovrappongono. Lontano dai flash artificiali delle grandi città, la luce assume la forma di una chiave che utilizzo per aprire spiragli nella realtà: qui il mondo dei vivi e quello dei morti si prendono per mano.
In questo luogo trovo “la luce necessaria” per affrontare le mie paure e parlare ai miei fantasmi. Sciolgo le redini della mia fotografia: non cerco il racconto etnografico di qualcosa di lontano, ma cerco di documentare tra me, i miei soggetti e l’ambiente che ci circonda. L’ingrediente principe di questa storia è il realismo magico che tanto amo nella letteratura e che abita e feconda il mio immaginario. In punta di piedi prendo parte a riti ancestrali preispanici che si fondono con quelli cristiani e divento intimamente parte di ciò che fotografo. Confondo il reale con l’immaginario ed è proprio lì che la luce necessaria mi permette di vedere, come un riflesso, “la sorella del sonno”. Mi lascio prendere per mano e riesco a camminare in equilibrio sul confine, prima invisibile, tra la vita e la morte.
Lorenzo ZOPPOLATO
(Testo tratto dal Sito: https://eyesopen.it/eo-news/2018/05/lorenzo-zoppolato-la-luce-necessaria/)

 

Francesco COMELLO

Dopo aver frequentato la Scuola d’Arte si è diplomato e ha cominciato a lavorare nel campo della grafica pubblicitaria e dell’illustrazione. Fin dal tempo della scuola si è appassionato di fotografia, ma solo dal 2008 ha intensificato il suo interesse con l’intento di produrre dei racconti fotografici, e per far questo, ha compiuto dei viaggi che lo hanno messo in contatto con realtà lontane e culturalmente diverse dalla sua.
Di seguito ecco i riconoscimenti da lui conseguiti:
nel 2009 1º Premio 8° “Portfolio Trieste” e 2º Premio 9° “Spazio Portfolio Recanati”;
nel 2011 1° Premio “Rovereto Immagini” e Premio speciale del pubblico “Portfolio Italia”;
nel 2013 Autore dell’Anno – FIAF Friuli VeneziaGiulia, 1° Premio 12° “Portfolio Trieste” e Selezionato shortlist VIPA (Vienna International Photo Awards);
nel 2014 1° Premio “Trentino Immagini”;
nel 2016 1° Premio Spot Light Award (World.Report Award), 1° Premio «5° AVIS Rosignano», e soprattutto, 2° Premio ex-aequo «Portfolio Italia»;
infine nel 2017 il 3° Premio al «World Press Photo» (il più importante Premio di fotogiornalismo al mondo) nella categoria Vita Quotidiana e Storie.

Lorenzo ZOPPOLATO

Lorenzo Zoppolato è un fotografo professionista di 28 anni. Nel 2014 ottiene una borsa di studio per il master in “Photography and Visual Design” presso la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Inizia ad esporre in una mostra collettiva, con il lavoro “Expoland”, allo Spazio Forma Meravigli di Milano. Nel 2015 vince, a Bibbiena, presso il Centro Italiano della Fotografia d’Autore, il secondo premio alle finali italiane di “Portfolio Italia” organizzato dalla FIAF. Una serie di altri riconoscimenti lo accompagnano in seguito: dal primo premio nel Concorso internazionale “Black&White photographer of the year” nella categoria “Emerging Talent category”, al riconoscimento quale finalista nel Concorso internazionale LensCulture Street Photography Awards 2015, fino ad arrivare al 2018, con un recente riconoscimento, quale finalista, all’“Italian street PhotoFestival”.

Inaugurazione della mostra “La Foto dell’Anno 2017 FIAF”

La Foto dell’Anno 2017 FIAF
Rassegna di Autori vari

Quella de “La Foto dell’Anno” è un’iniziativa che la FIAF ha avviato nel 2009 per offrire un’occasione di maggiore diffusione alle immagini singole che partecipano ai Concorsi Fotografici tradizionali. Il Regolamento per l’individuazione delle fotografie partecipanti all’assegnazione del titolo è mutato più volte. Nel 2017 il Consiglio Nazionale ha definito una nuova normativa, istituendo, in collaborazione con Oasis e con il patrocinio della Fujifilm Italia, un vero e proprio Concorso riservato a tutti i Soci FIAF entrati in statistica nell’anno di riferimento, nelle sezioni per foto singole (sia stampe, sia digitali). Il 24 febbraio 2018, a Bibbiena, una Giuria composta da Roberto Rossi (Presidente della FIAF), Fabrizio Tempesti (Membro del Collegio dei Probiviri), Cristina Bartolozzi (Direttrice Dipartimento Annuario e Foto dell’Anno), Antonio Presta (Consigliere Nazionale FIAF, Direttore Dipartimento Giovani) e Maurizio Tentarelli (Rappresentante della rivista Oasis) ha selezionato venticinque immagini di ventiquattro Autori e, fra queste, ha scelto le cinque fotografie finaliste: “Skaters in the square” di Massimiliano Falsetto, “The equilibrist” di Adriano Favero, “Ulula” di Giovanni Frescura, “Licenidi” di Azelio Magini e “Giochi d’acqua” di Giulio Montini. A conclusione dei lavori, la Giuria ha assegnato il titolo di “Foto dell’Anno 2017” a “Giochi d’acqua” di Giulio Montini.
La Mostra delle venticinque immagini è stata esposta (dal 9 al 13 maggio 2018) nell’ambito del Congresso Nazionale di Cortona, e ora (quale seconda tappa) arriva nella nostra Sala Fenice a Trieste, perpetuando così una tradizione (iniziata nel 2012) che vede il nostro spazio offrire al pubblico una panoramica della produzione nazionale annuale dei Fotoamatori affezionati ai Concorsi per immagini singole.

Fulvio MERLAK