L’ 11 marzo 2023 e` stata inaugurata la mostra «Cianotipia, variazioni sul tema».
L’esposizione, realizzata sulla base dei lavori di Silvia MARTELLANI e Furio SCRIMALI, ed a cura di Cristina LOMBARDO, e` stata presentata con la collaborazione di Nadia PASTORCICH, che ha anche pubblicato un articolo su Il Piccolo.
La mostra, affascinante per la qualita` e varieta` dei lavori , e` visitabile su appuntamento tutti i mercoledi` dalle 17 alle 18.


La cianotipia fu inventata da Sir John Herschel nel 1842 e si contrapponeva ai procedimenti fotografici sviluppatisi attorno al 1836-39 di William Fox Talbot, in Inghilterra, e di Louis Daguerre, in Francia, che sfruttavano la oggi ben nota fotosensibilità alla luce dei sali d’argento: il metodo di Herschel, forse meno conosciuto, invece utilizza alcuni sali di ferro (ferrocianuro di potassio e il citrato ferrico) che, mescolati assieme, risultano molto sensibili ad una luce di tipo solare, cioè con una forte componente di raggi ultravioletti, generando così, sulla carta preventivamente emulsionata, una immagine fotografica dalla caratteristica tinta denominata blu di Prussia. Di questa antica tecnica ci siamo fortemente appassionati e in particolare ci ha coinvolto l’interessante collegamento tra il passato e il contemporaneo: essa infatti, sorta agli albori della fotografia, viene reinterpretata grazie al contributo della tecnologia. I negativi vengono ricavati da immagini digitali da noi realizzate, poi post prodotte e stampate su acetato trasparente. La stampa così ottenuta si presta ad essere posata sulla carta, o altro materiale, emulsionata ed esposta ai raggi UV. Dopo lo sviluppo della stampa, le possibilità di intervento sono infinite a cominciare dall’entusiasmante uso dei viraggi che possono essere usati su tutto o solo su porzioni di immagine, e ancora con inserimenti e sovrapposizioni di altre immagini, magari stampate su altri materiali o carte di diversa consistenza. Il tutto ci è servito per esplorare la versatilità di una idea di base (la fotografia dal tipico colore blu di Prussia cianotipo), mostrando quante diverse forme possa assumere senza perdere la sua identità primaria.
Silvia Martellani e Furio Scrimali









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