Un inizio di stagione coi botti

Editoriale del Trieste Photo News di Gennaio / Febbraio 2012

Su una cosa credo che possiamo essere tutti  d’accordo: mai come quest’anno il Circolo  Fincantieri-Wärtsilä ha affrontato un inizio di  stagione così impegnativo. Neanche il tempo di  dire “ben ritrovati amici” che ci siamo visti  indaffarati nei preparativi di ben nove rassegne,  allestite ed inaugurate in altrettanti spazi  espositivi.

È stato il nostro contributo a quella  che passerà alla storia come la più importante  manifestazione fotografica mai realizzata nel  nostro Paese: quel “Passione Italia” che  Michele Smargiassi (giornalista de “la  Repubblica”) ha delineato come “il più  imponente autoritratto collettivo simultaneo che  un Paese si sia mai regalato nella storia della  fotografia”.
Orbene, se consideriamo che nella  settimana che va dal 19 al 25 settembre ben sei  Soci del Fincantieri-Wärtsilä si sono ritrovati  impegnati anche nell’allestimento della megamostra  nazionale di Bibbiena, penso che a buon  diritto si possa ritenere che l’apporto dato dalla  nostra Associazione al grande Progetto della  FIAF sia stato decisamente concreto e  considerevole.

Nemmeno il tempo di prender fiato e rieccoci, a  metà ottobre, impegnati con i preliminari del  “10° TriestePhotoFestival”, la più importante  manifestazione fotografica della provincia di  Trieste; un evento che quest’anno, per la prima  volta, ci ha visti costretti (a causa dell’assoluta  mancanza di contributi e di disponibilità  logistiche) a traslocare nel comune di Muggia.  Naturalmente si è trattato di una decisione tanto  sofferta, quanto inevitabile. Una decisione che,  personalmente, mi ha riportato indietro negli  anni; mi ha ricondotto con la mente  all’organizzazione del “43° Congresso  Nazionale FIAF” (25 / 28 aprile 1991), un  Congresso fortemente voluto dal nostro Circolo,  ma organizzato (con la collaborazione del  Circolo Fotografico Castrum e del Circolo  Fotografico Isontino) a Grado, in provincia di  Gorizia, per gli stessi, identici motivi: assoluta  mancanza di contributi e totale carenza (a  prezzi… sostenibili) di spazi espositivi e  congressuali. Sono passati vent’anni da allora,  eppure… Ma non è in questa sede che vanno  individuati i responsabili.

Peraltro, quasi  certamente si tratta di una nostra mancanza.  Probabilmente siamo noi che non siamo capaci  di riconoscere i giusti canali per far capire a chi  di dovere che a Trieste, da tanti, troppi anni, sul  versante della fotografia siamo fra gli ultimi della  classe. E dire che, nel merito, la nostra Città  possiede una tradizione che pochi altri centri  possono vantare. Ma tant’è, ormai è inutile  piangere sul latte versato; speriamo che il futuro  ci riserbi qualche piacevole sorpresa. Nel  frattempo, noi possiamo ostentare di aver  portato anche quest’anno in provincia di Trieste  (con le nostre sole forze) alcuni personaggi  della fotografia italiana di grande spessore,  personaggi del calibro di Denis Curti, Claudio  Marra, Federica Muzzarelli e Joe Oppedisano.

Il  “Premio Città di Trieste al Reportage” è andato  a Giovanni Marrozzini (che segue, nell’Albo  d’Oro del Premio i nomi di Francesco Cito,  Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna,  Letizia Battaglia, Francesco Zizola, Uliano  Lucas e Romano Cagnoni). E proprio Giovanni,  con la sua tappa triestina del progetto  fotografico “ITAca – Storie d’Italia”, è stato il  fulcro attorno al quale ha girato la complessa  macchina organizzativa del “10°  TriestePhotoFestival”. Una bella esperienza che  ha certamente arricchito tutti i partecipanti.

Così  mentre nella splendida cornice di Porto San  Rocco, gli appassionati hanno avuto la  possibilità di gustare le tante variegate fasi della  manifestazione, a Trieste, presso la Sede del  Circolo, il “drappello” di volonterosi guidato da  Marrozzini ha potuto impadronirsi delle regole  che stanno alla base della “fabbricazione” di un  progetto fotografico.  Ma non è finita, perché alla fine di novembre  (dal 25 al 27) ci attendeva un altro  appuntamento di grosso richiamo: il workshop  con Antonio Manta. Ed è stato, ancora una  volta, un successo. Antonio (ma la stessa  considerazione vale anche per Giovanni  Marrozzini) è un gran personaggio. Lui è, prima  di ogni altra cosa, un uomo dai sani principi, un  uomo che crede fermamente nei valori della  solidarietà e del rispetto verso il prossimo.

Dopodichè è anche un grande professionista,  un uomo che non millanta alcunché; uno che  “sa” e che è sempre disponibile a trasmettere le  sue conoscenze agli altri. Con personaggi come  Antonio e Giovanni, anche gli ostacoli di ordine  organizzativo, anche la fatica fisica e mentale,  passano in secondo piano.
Ed è piacevole poter affermare che siamo già  pronti per un’altra sfida e per un’altra avventura.

Fulvio MERLAK

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