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«Fotoeducando»

Mercoledì 10 ottobre 2018

«Fotoeducando»

Incontro con Manuela Cecotti

Il rapporto tra fotografia e educazione è un campo d’indagine ancora poco esplorato. Se da un lato, infatti, scattare ed esporre fotografie sono pratiche molto diffuse nei luoghi dell’infanzia, da un altro lato le immagini prodotte e diffuse non vengono sempre ragionate e pensate: di qui l’utilità di una serie di riflessioni e suggerimenti affinché la pratica fotografica con i bambini risulti significativa e consapevole.

Nel corso della serata verranno presentate le idee e le sperimentazioni raccolte nel corso di quindici anni di attività di formazione con il personale educativo di diversi tipi di servizi.

Si potranno commentare esempi fotografici tratti dal libro recentemente pubblicato presso l’editore Junior-Spaggiari con il titolo “Fotoeducando”.

L’idea di fondo è che la visione e la produzione d’immagini possano diventare preziose forme di conoscenza e di relazione, sia tra adulti, che tra bambini, in quanto la fotografia riesce a essere un mediatore efficace nei rapporti tra le persone, capace di sostenere valori profondi.

La cultura fotografica può trovare, in questa prospettiva, un campo di applicazione decisamente ampio e l’utilizzo del linguaggio fotografico si può sviluppare in modo originale nei contesti dove si costruisce cultura dell’infanzia.

 

Manuela CECOTTI

Serata a sorpresa:”35 Anni di Follia” ospite d’onore il grande fotografo Lorenzo CICCONI MASSI

Mercoledì 28 marzo 2018 alle ore 18.30 per una serata a sorpresa intitolata “35 Anni di Follia”

ospite d’onore il grande fotografo Lorenzo CICCONI MASSI

… e per festeggiare il 35 anni di Presidenza del nostro Fulvio Merlak seguiranno musica, apericena, danze e canti per chi ne avrà voglia.

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Mostra “IL PALIO DI SIENA” di Federico BEVILACQUA

Mercoledì 21 marzo 2018

«Il Palio di Siena»

Mostra di Federico Bevilacqua

Il Palio di Siena è comunemente identificato in una competizione in cui dieci contrade, attraverso i loro fantini e cavalli, si contendono un drappellone dipinto, il Palio per l’appunto, dopo tre giri attorno a Piazza del Campo.

In realtà è qualcosa di più personale, intimo. È l’atto finale di una serie di eventi più o meno articolati, più o meno formali che si svolgono durante tutto l’anno, scandendo la vita di ciascuna contrada, e che nei quattro giorni che precedono la corsa compongono una vera e propria sequenza di riti con rigide procedure ed orari.

Dalla tratta, in cui, mediante sorteggio, si assegnano i cavalli alle contrade, alle prove, alle cene in contrada con i canti propiziatori, alla cura del cavallo, fino alla benedizione dello stesso e alla preparazione delle comparse per il corteo storico, al giubilo in caso di vittoria.

In questo evento, che non ha più solamente i connotati di tradizione e folklore, ma che acquista a tutti gli effetti una valenza di carattere antropologico, si incarna lo stretto rapporto tra i senesi e la città, l’amore per il cavallo, l’appartenenza alla propria contrada e la viscerale competizione e rivalità tra tutte le diciassette presenti.

Tutto questo magicamente, violentemente condensato in novanta infuocati secondi di corsa.

Federico BEVILACQUA

 

Federico Bevilacqua vive e lavora ad Arzignano, in provincia di Vicenza.

L’interesse per la fotografia si sviluppa inizialmente non attraverso la produzione di immagini, bensì attraverso libri e mostre, con preferenza, quasi immediata, per il bianco e nero. Nei primi anni si dedica alla sperimentazione e al perfezionamento delle tecniche di sviluppo e di stampa analogica e inizia a cimentarsi nel reportage, rivolgendo l’attenzione prevalentemente all’individuo in vari contesti sociali: l’ambiente urbano, la strada, la metropolitana.

Fonte principale dell’ispirazione fotografica è la curiosità: luoghi, persone e situazioni sociali in cui raccontare sempre la condizione umana. Nascono in questo modo reportage strutturati e di lunga durata in cui si documenta la vita degli anziani (2012), dei disabili (“Senza parole” – 2014), le atmosfere di “non luoghi” come la metropolitana (“Stand By” – 2017) fino al Palio di Siena (2017).

“SELEZIONE” di Giancarlo STAUBMANN

Mercoledì 21 febbraio 2018

«Selezione»

Mostra di Giancarlo Staubmann

La mostra è costituita da tre sezioni che possono essere considerate un momentaneo compendio sia della mia attività fotografica sia dei generi cui essa finora si è ispirata (minimalismo da una parte, streetphotography dall’altra).

La prima sezione è dedicata al portfolio “Dissolvenza in bianco”; in esso si rappresenta la progressiva dissoluzione del paesaggio e delle sue componenti, naturali e umane, nel candore silenzioso della neve. Le otto immagini sono strutturate secondo una logica sottrattiva, poiché di foto in foto i pochi elementi che le costituiscono si riducono gradualmente. Così dalle prime fotografie, in cui lo scenario ed i suoi attributi (alberi, pali e steccati) son ben riconoscibili, si arriva a quelle conclusive ed in particolare a quella finale, in cui ogni cosa è assorbita dalla neve, anzi è essa stessa neve.

La seconda sezione racchiude il portfolio “Preludio d’estate”; esso si prefigge di tradurre in immagini la sospensione dei giorni che precedono la piena stagione estiva. Spiagge inizialmente deserte, la cui unica presenza di vita tra gli “arredi” che le compongono e che paiono dimenticati è quella dei gabbiani, via via si animano e prendono colore; nel passaggio da un’immagine all’altra il panorama marino si completa di nuovi elementi, palpita di luce e di attesa. Se il portfolio “Dissolvenza in bianco” delinea una crescente destrutturazione del paesaggio, quello di “Preludio d’estate” è segnato all’opposto da un suo sequenziale arricchimento; questo si compie nell’ultima immagine in cui la spiaggia, attrezzata ormai di quasi tutti gli ombrelloni, accoglie anche il suo primo ospite.

La terza sezione, infine, si chiama semplicemente “Street”. Il termine allude alla tipologia di foto che la compongono. Esse riprendono i soggetti in situazioni spontanee e reali all’interno di luoghi pubblici; questi non sono necessariamente la strada, ma “luoghi” nell’accezione più ampia del termine: spazi in cui siano visibili l’attività umana e le interazioni sociali.

Giancarlo STAUBMANN

«Mirrors» – Mostra di Walter Böhm

«Mirrors»

Mostra di Walter Böhm

La mostra è una raccolta di immagini sulle forme, le geometrie e i colori riflessi da edifici e strutture dell’ambiente urbano moderno.

Perché “Mirrors”? Cosa ci attrae di un’immagine riflessa? È solo una rappresentazione estetica o c’è qualcos’altro? Di per sé lo specchio o una generica superficie riflettente ha sempre rappresentato un qualcosa di magico e irreale. Ho iniziato a fotografare gli edifici attratto dalle geometrie particolarmente marcate ed esaltanti che caratterizzano la fotografia di architettura moderna. Poi ho incominciato a vedere qualcosa di più; le immagini riflesse sembravano “vestire” gli edifici di forme, luci e colori, che cambiavano e si deformavano appena mi spostavo e giravo attorno al soggetto, modificando continuamente il loro aspetto, che dipendeva, sembra strano, da ciò che stava di fronte e li circondava: alberi, cielo, nuvole, altri edifici. Ho cercato quindi di cogliere l’essenza di questo aspetto concentrandomi molto sul particolare, allo scopo di ottenere un equilibrio geometrico e cromatico e al tempo stesso evitare contaminazioni dirette con l’ambiente circostante sull’immagine finale. Interessante anche l’aspetto dinamico-formale della situazione, dovuto al fatto che le superfici riflettenti (specchio, vetro, acciaio), non essendo mai perfettamente piane, producono delle immagini più o meno deformate e molto diverse se spostiamo anche di poco il punto di ripresa. Nel percorso espositivo s’incontra anche l’uomo, che compare in alcune immagini da cui traspare un insolito e irreale rapporto tra uomo e contesto urbano.

Walter BÖHM