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«Fotoeducando»

Mercoledì 10 ottobre 2018

«Fotoeducando»

Incontro con Manuela Cecotti

Il rapporto tra fotografia e educazione è un campo d’indagine ancora poco esplorato. Se da un lato, infatti, scattare ed esporre fotografie sono pratiche molto diffuse nei luoghi dell’infanzia, da un altro lato le immagini prodotte e diffuse non vengono sempre ragionate e pensate: di qui l’utilità di una serie di riflessioni e suggerimenti affinché la pratica fotografica con i bambini risulti significativa e consapevole.

Nel corso della serata verranno presentate le idee e le sperimentazioni raccolte nel corso di quindici anni di attività di formazione con il personale educativo di diversi tipi di servizi.

Si potranno commentare esempi fotografici tratti dal libro recentemente pubblicato presso l’editore Junior-Spaggiari con il titolo “Fotoeducando”.

L’idea di fondo è che la visione e la produzione d’immagini possano diventare preziose forme di conoscenza e di relazione, sia tra adulti, che tra bambini, in quanto la fotografia riesce a essere un mediatore efficace nei rapporti tra le persone, capace di sostenere valori profondi.

La cultura fotografica può trovare, in questa prospettiva, un campo di applicazione decisamente ampio e l’utilizzo del linguaggio fotografico si può sviluppare in modo originale nei contesti dove si costruisce cultura dell’infanzia.

 

Manuela CECOTTI

Inaugurazione della mostra “La Foto dell’Anno 2017 FIAF”

La Foto dell’Anno 2017 FIAF
Rassegna di Autori vari

Quella de “La Foto dell’Anno” è un’iniziativa che la FIAF ha avviato nel 2009 per offrire un’occasione di maggiore diffusione alle immagini singole che partecipano ai Concorsi Fotografici tradizionali. Il Regolamento per l’individuazione delle fotografie partecipanti all’assegnazione del titolo è mutato più volte. Nel 2017 il Consiglio Nazionale ha definito una nuova normativa, istituendo, in collaborazione con Oasis e con il patrocinio della Fujifilm Italia, un vero e proprio Concorso riservato a tutti i Soci FIAF entrati in statistica nell’anno di riferimento, nelle sezioni per foto singole (sia stampe, sia digitali). Il 24 febbraio 2018, a Bibbiena, una Giuria composta da Roberto Rossi (Presidente della FIAF), Fabrizio Tempesti (Membro del Collegio dei Probiviri), Cristina Bartolozzi (Direttrice Dipartimento Annuario e Foto dell’Anno), Antonio Presta (Consigliere Nazionale FIAF, Direttore Dipartimento Giovani) e Maurizio Tentarelli (Rappresentante della rivista Oasis) ha selezionato venticinque immagini di ventiquattro Autori e, fra queste, ha scelto le cinque fotografie finaliste: “Skaters in the square” di Massimiliano Falsetto, “The equilibrist” di Adriano Favero, “Ulula” di Giovanni Frescura, “Licenidi” di Azelio Magini e “Giochi d’acqua” di Giulio Montini. A conclusione dei lavori, la Giuria ha assegnato il titolo di “Foto dell’Anno 2017” a “Giochi d’acqua” di Giulio Montini.
La Mostra delle venticinque immagini è stata esposta (dal 9 al 13 maggio 2018) nell’ambito del Congresso Nazionale di Cortona, e ora (quale seconda tappa) arriva nella nostra Sala Fenice a Trieste, perpetuando così una tradizione (iniziata nel 2012) che vede il nostro spazio offrire al pubblico una panoramica della produzione nazionale annuale dei Fotoamatori affezionati ai Concorsi per immagini singole.

Fulvio MERLAK

Mostra: “LA FAMIGLIA IN ITALIA”

 “LA FAMIGLIA IN ITALIA”

con le immagini di: Giulio BONIVENTO, Manuela CECOTTI, Maurizio COSTANZO, Stefano DALLA MORA, Alessandro ROSANI, Alessandro SARTI e Donatella TANDELLI

In occasione del 70° Anniversario dalla sua fondazione, avvenuta a Torino nel 1948, la FIAF ha strutturato un nuovo progetto nazionale dedicato alla Famiglia, il cui scopo dichiarato è quello di documentare e interpretare, attraverso la fotografia, la Famiglia italiana contemporanea alla luce delle trasformazioni epocali che hanno riguardato i diversi ruoli dei suoi componenti, le identità sessuali, le esigenze economiche, il ruolo della donna, e la presenza di Immigrati e Italiani di nuova generazione.

L’articolo 29 della Costituzione italiana afferma che “la Famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio”, ma è ancora così? Le trasformazioni sociali di questi anni hanno messo in discussione sia l’esistenza di un’unica forma naturale di Famiglia, che il matrimonio come suo istituto costitutivo per eccellenza.

Dalle Famiglie allargate fino alle coppie di fatto e le unioni civili, le nuove Famiglie si presentano in maniera poliforme: cosa è dunque oggi la Famiglia? Partendo da tale interrogativo, la ricognizione fotografica collettiva ha inteso esplorare e rappresentare la Famiglia in Italia in tutte le sue declinazioni, tracciandone i nuovi confini e chiarendo che per Famiglia italiana s’intende la Famiglia che vive stabilmente in Italia, indipendentemente dalle nazionalità di origine dei suoi componenti. I campi d’indagine del progetto hanno riguardato tematiche classiche come la nascita della coppia, le modalità di convivenza, il rapporto con l’esterno e gli equilibri interni, i figli o la loro mancanza, il rapporto tra fratelli, i rapporti con i genitori e con gli anziani, le risorse condivise (la casa, i mezzi di spostamento, etc.), gli spazi privati della Famiglia e del singolo, le affinità, i vincoli, i rapporti tra padre/madre e figli, il ruolo dei nonni e degli zii, insieme a tematiche relativamente nuove quali l’omosessualità e la riproduzione assistita, la discriminazione, il ricorso alle terapie di sostegno, le Famiglie allargate, quelle mono-genitoriali, le Famiglie cosiddette “miste”, le comunità, le case Famiglia e tutto quanto la sensibilità e la ricerca degli autori fotografici hanno portato a scoprire nei mille universi dei nuclei Famigliari contemporanei.

Inaugurazione della mostra “MAHEELA”

«Maheela»

Quando essere donne è una sfida quotidiana

con le foto di Giuseppe BENANTI, Giacomo D’ORLANDO e Paolo PIECHELE (autore della foto di copertina)

Maheela” è una mostra per raccontare la condizione delle donne in Nepal.

In Nepal le donne sono considerate cittadine di secondo ordine. Anche se la Costituzione garantisce parità di trattamento a tutti, i soprusi nei confronti delle donne sono ancora molto diffusi.

Basti pensare che le donne nepalesi sono ancora oggi ostacolate nell’acquisizione della cittadinanza, nel godimento dei diritti politici, del diritto di proprietà, nei diritti successori, nel diritto di famiglia, nella tutela della salute riproduttiva. In un Paese dove, su una popolazione totale di circa ventotto milioni di abitanti, un quarto sopravvive con meno di due dollari al giorno, sono per lo più le donne delle caste più basse a soffrire di queste pratiche di disuguaglianza. In Nepal si parla di “femminilizzazione” della povertà, un ulteriore fenomeno dovuto alla disparità di genere.

È per parlare delle donne nepalesi che nasce la mostra fotografica itinerante “Maheela – quando essere donna è una sfida quotidiana”, ideata dall’Associazione Apeiron, con base a Cesena e che lavora in Nepal dal 1996 nel Paese con donne umiliate, discriminate e vittime di violenze inaudite. Attraverso progetti di alfabetizzazione, formazione professionale, micro credito ed integrazione del reddito, Apeiron accompagna le donne nel lungo percorso verso il riscatto sociale, permettendo a mamme, figlie e sorelle del piccolo Stato himalayano di diventare autonome, tutelare sé stesse e la propria famiglia e imparare a sognare.

Il percorso espositivo, a cura di Luca Chistè, suddiviso in tre sezioni, corrispondenti alle visioni dei tre autori Paolo Piechele, Giuseppe Benanti e Giacomo d’Orlando, offre una lettura composita e articolata della realtà nepalese. Le donne sono le protagoniste privilegiate di una narrazione che, muovendo dalle determinanti morfologiche del territorio e dai contesti rurali e urbani, sposta, con l’alchimia visivo-narrativa degli autori, il proprio focus sulla realtà quotidiana delle donne nepalesi e della condizione femminile esistente nel Paese. Gli autori sono tutti volontari di Apeiron che, con l’entusiasmo del loro altruismo e la sensibilità del loro sguardo, offrono, grazie a una fotografia ricca di elementi chiaroscurali e partecipata empatia, una lettura articolata e complessa della realtà che interessa i paesaggi umani e naturali del Nepal.

È possibile sostenere concretamente le donne nepalesi con l’acquisto del catalogo o di una o più delle bellissime immagini esposte in rassegna, con una semplice donazione.”

Mostra “IL PALIO DI SIENA” di Federico BEVILACQUA

Mercoledì 21 marzo 2018

«Il Palio di Siena»

Mostra di Federico Bevilacqua

Il Palio di Siena è comunemente identificato in una competizione in cui dieci contrade, attraverso i loro fantini e cavalli, si contendono un drappellone dipinto, il Palio per l’appunto, dopo tre giri attorno a Piazza del Campo.

In realtà è qualcosa di più personale, intimo. È l’atto finale di una serie di eventi più o meno articolati, più o meno formali che si svolgono durante tutto l’anno, scandendo la vita di ciascuna contrada, e che nei quattro giorni che precedono la corsa compongono una vera e propria sequenza di riti con rigide procedure ed orari.

Dalla tratta, in cui, mediante sorteggio, si assegnano i cavalli alle contrade, alle prove, alle cene in contrada con i canti propiziatori, alla cura del cavallo, fino alla benedizione dello stesso e alla preparazione delle comparse per il corteo storico, al giubilo in caso di vittoria.

In questo evento, che non ha più solamente i connotati di tradizione e folklore, ma che acquista a tutti gli effetti una valenza di carattere antropologico, si incarna lo stretto rapporto tra i senesi e la città, l’amore per il cavallo, l’appartenenza alla propria contrada e la viscerale competizione e rivalità tra tutte le diciassette presenti.

Tutto questo magicamente, violentemente condensato in novanta infuocati secondi di corsa.

Federico BEVILACQUA

 

Federico Bevilacqua vive e lavora ad Arzignano, in provincia di Vicenza.

L’interesse per la fotografia si sviluppa inizialmente non attraverso la produzione di immagini, bensì attraverso libri e mostre, con preferenza, quasi immediata, per il bianco e nero. Nei primi anni si dedica alla sperimentazione e al perfezionamento delle tecniche di sviluppo e di stampa analogica e inizia a cimentarsi nel reportage, rivolgendo l’attenzione prevalentemente all’individuo in vari contesti sociali: l’ambiente urbano, la strada, la metropolitana.

Fonte principale dell’ispirazione fotografica è la curiosità: luoghi, persone e situazioni sociali in cui raccontare sempre la condizione umana. Nascono in questo modo reportage strutturati e di lunga durata in cui si documenta la vita degli anziani (2012), dei disabili (“Senza parole” – 2014), le atmosfere di “non luoghi” come la metropolitana (“Stand By” – 2017) fino al Palio di Siena (2017).