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Inaugurazione della mostra “La Foto dell’Anno 2017 FIAF”

La Foto dell’Anno 2017 FIAF
Rassegna di Autori vari

Quella de “La Foto dell’Anno” è un’iniziativa che la FIAF ha avviato nel 2009 per offrire un’occasione di maggiore diffusione alle immagini singole che partecipano ai Concorsi Fotografici tradizionali. Il Regolamento per l’individuazione delle fotografie partecipanti all’assegnazione del titolo è mutato più volte. Nel 2017 il Consiglio Nazionale ha definito una nuova normativa, istituendo, in collaborazione con Oasis e con il patrocinio della Fujifilm Italia, un vero e proprio Concorso riservato a tutti i Soci FIAF entrati in statistica nell’anno di riferimento, nelle sezioni per foto singole (sia stampe, sia digitali). Il 24 febbraio 2018, a Bibbiena, una Giuria composta da Roberto Rossi (Presidente della FIAF), Fabrizio Tempesti (Membro del Collegio dei Probiviri), Cristina Bartolozzi (Direttrice Dipartimento Annuario e Foto dell’Anno), Antonio Presta (Consigliere Nazionale FIAF, Direttore Dipartimento Giovani) e Maurizio Tentarelli (Rappresentante della rivista Oasis) ha selezionato venticinque immagini di ventiquattro Autori e, fra queste, ha scelto le cinque fotografie finaliste: “Skaters in the square” di Massimiliano Falsetto, “The equilibrist” di Adriano Favero, “Ulula” di Giovanni Frescura, “Licenidi” di Azelio Magini e “Giochi d’acqua” di Giulio Montini. A conclusione dei lavori, la Giuria ha assegnato il titolo di “Foto dell’Anno 2017” a “Giochi d’acqua” di Giulio Montini.
La Mostra delle venticinque immagini è stata esposta (dal 9 al 13 maggio 2018) nell’ambito del Congresso Nazionale di Cortona, e ora (quale seconda tappa) arriva nella nostra Sala Fenice a Trieste, perpetuando così una tradizione (iniziata nel 2012) che vede il nostro spazio offrire al pubblico una panoramica della produzione nazionale annuale dei Fotoamatori affezionati ai Concorsi per immagini singole.

Fulvio MERLAK

Mostra: “LA FAMIGLIA IN ITALIA”

 “LA FAMIGLIA IN ITALIA”

con le immagini di: Giulio BONIVENTO, Manuela CECOTTI, Maurizio COSTANZO, Stefano DALLA MORA, Alessandro ROSANI, Alessandro SARTI e Donatella TANDELLI

In occasione del 70° Anniversario dalla sua fondazione, avvenuta a Torino nel 1948, la FIAF ha strutturato un nuovo progetto nazionale dedicato alla Famiglia, il cui scopo dichiarato è quello di documentare e interpretare, attraverso la fotografia, la Famiglia italiana contemporanea alla luce delle trasformazioni epocali che hanno riguardato i diversi ruoli dei suoi componenti, le identità sessuali, le esigenze economiche, il ruolo della donna, e la presenza di Immigrati e Italiani di nuova generazione.

L’articolo 29 della Costituzione italiana afferma che “la Famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio”, ma è ancora così? Le trasformazioni sociali di questi anni hanno messo in discussione sia l’esistenza di un’unica forma naturale di Famiglia, che il matrimonio come suo istituto costitutivo per eccellenza.

Dalle Famiglie allargate fino alle coppie di fatto e le unioni civili, le nuove Famiglie si presentano in maniera poliforme: cosa è dunque oggi la Famiglia? Partendo da tale interrogativo, la ricognizione fotografica collettiva ha inteso esplorare e rappresentare la Famiglia in Italia in tutte le sue declinazioni, tracciandone i nuovi confini e chiarendo che per Famiglia italiana s’intende la Famiglia che vive stabilmente in Italia, indipendentemente dalle nazionalità di origine dei suoi componenti. I campi d’indagine del progetto hanno riguardato tematiche classiche come la nascita della coppia, le modalità di convivenza, il rapporto con l’esterno e gli equilibri interni, i figli o la loro mancanza, il rapporto tra fratelli, i rapporti con i genitori e con gli anziani, le risorse condivise (la casa, i mezzi di spostamento, etc.), gli spazi privati della Famiglia e del singolo, le affinità, i vincoli, i rapporti tra padre/madre e figli, il ruolo dei nonni e degli zii, insieme a tematiche relativamente nuove quali l’omosessualità e la riproduzione assistita, la discriminazione, il ricorso alle terapie di sostegno, le Famiglie allargate, quelle mono-genitoriali, le Famiglie cosiddette “miste”, le comunità, le case Famiglia e tutto quanto la sensibilità e la ricerca degli autori fotografici hanno portato a scoprire nei mille universi dei nuclei Famigliari contemporanei.

Inaugurazione della mostra “MAHEELA”

«Maheela»

Quando essere donne è una sfida quotidiana

con le foto di Giuseppe BENANTI, Giacomo D’ORLANDO e Paolo PIECHELE (autore della foto di copertina)

Maheela” è una mostra per raccontare la condizione delle donne in Nepal.

In Nepal le donne sono considerate cittadine di secondo ordine. Anche se la Costituzione garantisce parità di trattamento a tutti, i soprusi nei confronti delle donne sono ancora molto diffusi.

Basti pensare che le donne nepalesi sono ancora oggi ostacolate nell’acquisizione della cittadinanza, nel godimento dei diritti politici, del diritto di proprietà, nei diritti successori, nel diritto di famiglia, nella tutela della salute riproduttiva. In un Paese dove, su una popolazione totale di circa ventotto milioni di abitanti, un quarto sopravvive con meno di due dollari al giorno, sono per lo più le donne delle caste più basse a soffrire di queste pratiche di disuguaglianza. In Nepal si parla di “femminilizzazione” della povertà, un ulteriore fenomeno dovuto alla disparità di genere.

È per parlare delle donne nepalesi che nasce la mostra fotografica itinerante “Maheela – quando essere donna è una sfida quotidiana”, ideata dall’Associazione Apeiron, con base a Cesena e che lavora in Nepal dal 1996 nel Paese con donne umiliate, discriminate e vittime di violenze inaudite. Attraverso progetti di alfabetizzazione, formazione professionale, micro credito ed integrazione del reddito, Apeiron accompagna le donne nel lungo percorso verso il riscatto sociale, permettendo a mamme, figlie e sorelle del piccolo Stato himalayano di diventare autonome, tutelare sé stesse e la propria famiglia e imparare a sognare.

Il percorso espositivo, a cura di Luca Chistè, suddiviso in tre sezioni, corrispondenti alle visioni dei tre autori Paolo Piechele, Giuseppe Benanti e Giacomo d’Orlando, offre una lettura composita e articolata della realtà nepalese. Le donne sono le protagoniste privilegiate di una narrazione che, muovendo dalle determinanti morfologiche del territorio e dai contesti rurali e urbani, sposta, con l’alchimia visivo-narrativa degli autori, il proprio focus sulla realtà quotidiana delle donne nepalesi e della condizione femminile esistente nel Paese. Gli autori sono tutti volontari di Apeiron che, con l’entusiasmo del loro altruismo e la sensibilità del loro sguardo, offrono, grazie a una fotografia ricca di elementi chiaroscurali e partecipata empatia, una lettura articolata e complessa della realtà che interessa i paesaggi umani e naturali del Nepal.

È possibile sostenere concretamente le donne nepalesi con l’acquisto del catalogo o di una o più delle bellissime immagini esposte in rassegna, con una semplice donazione.”

«Mirrors» – Mostra di Walter Böhm

«Mirrors»

Mostra di Walter Böhm

La mostra è una raccolta di immagini sulle forme, le geometrie e i colori riflessi da edifici e strutture dell’ambiente urbano moderno.

Perché “Mirrors”? Cosa ci attrae di un’immagine riflessa? È solo una rappresentazione estetica o c’è qualcos’altro? Di per sé lo specchio o una generica superficie riflettente ha sempre rappresentato un qualcosa di magico e irreale. Ho iniziato a fotografare gli edifici attratto dalle geometrie particolarmente marcate ed esaltanti che caratterizzano la fotografia di architettura moderna. Poi ho incominciato a vedere qualcosa di più; le immagini riflesse sembravano “vestire” gli edifici di forme, luci e colori, che cambiavano e si deformavano appena mi spostavo e giravo attorno al soggetto, modificando continuamente il loro aspetto, che dipendeva, sembra strano, da ciò che stava di fronte e li circondava: alberi, cielo, nuvole, altri edifici. Ho cercato quindi di cogliere l’essenza di questo aspetto concentrandomi molto sul particolare, allo scopo di ottenere un equilibrio geometrico e cromatico e al tempo stesso evitare contaminazioni dirette con l’ambiente circostante sull’immagine finale. Interessante anche l’aspetto dinamico-formale della situazione, dovuto al fatto che le superfici riflettenti (specchio, vetro, acciaio), non essendo mai perfettamente piane, producono delle immagini più o meno deformate e molto diverse se spostiamo anche di poco il punto di ripresa. Nel percorso espositivo s’incontra anche l’uomo, che compare in alcune immagini da cui traspare un insolito e irreale rapporto tra uomo e contesto urbano.

Walter BÖHM

15° TriestePhotoFestival – Tiriamo le somme

Riprendo, e non è la prima volta, una testimonianza del giornalista Michele Smargiassi (già nostro Ospite il 27 marzo 2013) sui Festival Fotografici: «Frequento i Festival quando posso, con piacere e interesse. Ci incontro fotografi, colleghi giornalisti, critici, ne conosco di nuovi, nascono idee e progetti che non nascerebbero così su Facebook. A volte mi sembra di frequentare un gradevole caffè pieno di amici, e intuisco una certa autoreferenzialità. Ma uno spazio fisico di incontri è sempre meglio del vuoto. […] Non vedo in quale altro modo i fotografi e gli appassionati potrebbero incontrare davvero (e non leggere su uno schermo luminoso), gli autori, i critici, gli studiosi che hanno conosciuto sui libri. Facebook non basta per creare una comunità di scambi. I Festival di Fotografia servono ancora.» (testo di Michele Smargiassi tratto dal Blog FotocraziaEvoluzioni e rivoluzioni nel futuro, nel presente e nel passato del fotografico di lunedì 26 settembre 2011). I Festival sono, dunque, eventi stimolanti, fatti di attività espositive, di letture portfolio, di conversazioni con esperti e con grandi autori, di workshop, di conferenze, e di tanto altro ancora; ma sono anche opportunità d’incontro, occasioni di conversazione, momenti di crescita.

Il «15° TriestePhotoFestival», ancora una volta, ha portato a Trieste Personaggi di grande spessore, Personaggi del calibro di Vasco Ascolini, di Massimo Agus, Orietta Bay, Silvano Bicocchi, Alessandra Capodacqua, Manuela Cigliutti, Angelo Ferrillo, Enrico Genovesi e Chiara Spat, e il Pubblico ha apprezzato, con una partecipazione nutrita e convinta, il ricco programma proposto.

È stata (anche per quanti si sono impegnati nell’organizzazione) una festa, una grande e bella festa, pianificata in modo che tutti avessero la possibilità di viverla intensamente e di sentirsi parte attiva dell’avvenimento, in un clima sereno ma ricco di suggestioni.

Fulvio MERLAK