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34° Gran Premio Fotografico – 4° incontro Colore

1° Classificato – DONDINI TADDEI Lia
“Piazza Jamaa el Fna (Marrakech)”

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Lo scorcio della Piazza di Marrakech (dove si svolge uno dei mercati
a cielo aperto più attraenti e variegati del mondo) ci offre una
prospettiva inusuale con le tende che diventano parte integrante della scena. È così che l’uomo intento a scrollare con una scopa il telone, per eliminare l’acqua accumulata dalla pioggia, assume il ruolo di protagonista, diventando una sorta di legame figurativo tra il sopra e il sotto, nonché tra il pieno e il vuoto: simbolo della quotidiana, intensa attività di questa parte del mondo, caratterizzata da singolari colori e da profumi che in questo caso ci sembra addirittura di percepire.

2° Classificato – URIZZI Claudio


Un violento acquazzone induce un ciclista (ma anche l’autore
dell’immagine) a cercare riparo sotto la pensilina di una fermata
dell’autobus (della linea 37). Siamo in Via delle Alpi Giulie, a Trieste,
e lo scroscio non consente al possessore della bicicletta (una bella
“Mia Unieuro”, color crema da passeggio) di continuare la sua
escursione. Ottimi il colpo d’occhio e la tempestività del fotografo,
capace di cogliere una scena condizionata dalla pioggia battente, che
diventa il vero soggetto della veduta e conferisce un aspetto
inconsueto e curioso a un episodio che, altrimenti, sarebbe di normale quotidianità.

3° Classificato – STERA Massimo
“Maestro Liutaio Gaetano Pucino (Napoli)”


Lo sguardo, solo parzialmente distratto dai due flaconi praticamente
in primo piano, si concentra sulle mani del liutaio che stanno
realizzando uno dei piroli, il riccio e lo sguardo attento di chi sa come
creare un nuovo manufatto che per anni e anni, altre sapienti mani
sapranno come utilizzarlo per una delle forme espressive più sublimi
che l’uomo abbia mai concepito. Il piccolo spicchio di luce della
lampada crea una lieve aurea che ben si accompagna al mondo
seminascosto che si trova attorno alle spalle del liutaio.

4° Classificato – DE PAOLA Vincenzo
“Mercato del pesce – Tokyo”


La luce che accarezza il volto del protagonista con un taglio ideale,
sembra scelta apposta per valorizzare sia lui, sia il suo lavoro. Buona
anche la soluzione di catturare i colori caldi dell’ambientazione, idonei per raccontare in maniera completa il luogo e il modo di lavorare all’interno del famoso mercato del pesce. Lo scatto, ricco
d’informazioni, descrive la quotidianità operativa dello sfilettamento
eseguito dai lavoratori del pesce nel più grande centro ittico del
mondo.

5° Classificato – STAUBMANN Giancarlo


Cupe atmosfere per questa fotografia che propone suggestioni dense di reminiscenze. Nella mente tornano mondi in bilico fra architetture contemporanee e forme che la memoria può facilmente portare ad alcune scene di due film di Ridley Scott, quali Alien e Blade runner. Le due linee verticali al neon, circondate da aloni e la dominante rossa, spezzata da tre punti luce intensamente bianchi, circondano le due figure centrali. Queste ci costringono al presente, ma la mancanza di dettaglio accentua proprio la sensazione distopica di questo scatto, rendendo l’intera immagine alquanto inquietante.

34° Gran Premio Fotografico – 3° incontro Colore

1° Classificato – SAULE Nevio
“No… femminicidi”

Con il termine “femminicidio” s’identifica un fenomeno molto ampio
che fa riferimento a condotte che mettono in pericolo la libertà, la
dignità, se non addirittura l’integrità di una donna; comportamenti che sovente culminano in tentativi di assassinio e troppo spesso anche in omicidi. L’immagine è composta da due soli elementi: un ramoscello di mimosa, meravigliosa pianta di colore giallo, emblema della festa della donna, artificiosamente insanguinata con del liquido di color rosso che gronda dai capolini sferici dei fiori. Una raffigurazione che trova nella sua semplicità, un’incredibile forza e un’innegabile efficacia e, in virtù di questo, diventa uno straordinario simbolo della lotta contro la violenza sulle donne.

2a Classificata – PAOLI Marisa
“Stazione Piazza della Rivoluzione – Metropolitana Mosca”

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L’immagine ci porta all’uscita da una stazione della metropolitana
moscovita, con le persone colte al volo, “sorvegliate” dall’austera
presenza delle statue di bronzo disseminate lungo tutta questa
meravigliosa fermata. Uno scatto spontaneo, dinamico, diretto, che
porta l’osservatore ad entrare nel flusso naturale della gente, per poi
rimanerne coinvolto, quasi si desiderasse entrare nella scena. Foto
apparentemente semplice, ma per nulla banale e soprattutto dotata di forte impatto.

3° Classificato – DE PAOLA Vincenzo
“Libreria pubblica, New York”


La fotografia è stata scattata nella sede della 5a strada della Libreria
Pubblica di New York. Venne inaugurata nel 1895 e oggi è presente
anche in altre zone della città della Grande Mela. Ospita oltre 20  milioni di libri, oltre 50 milioni di articoli: semplicemente enorme. La fotografia ci offre un’equilibrata visione di questa sala di lettura. La divisione a metà ben segnata dal corridoio, separa la lunga convergenza di scaffali che diventa quasi un punto sullo sfondo con l’area di lettura, anch’essa animata da una sequenza, ininterrotta di lampade da tavolo. La lettrice sulla sinistra e una seconda sul lato destro animano la scena al pari di una visitatrice un po’ fuori luogo armata di smartphone. E questo tutto in un’atmosfera perfetta.

4° Classificato – VERCESI Paolo
“Bostranda – Senja, febbraio 2016”


L’uomo, nella vita, dovrebbe sperimentare ogni tipo di deserto.
Perdersi nello spazio di un deserto “caldo” è condizione assai diversa
rispetto a quella che si incontra in un deserto bianco. In questo
secondo tipo tutto pare immobile e per percepire i mutamenti è
necessario espandere la coscienza, la percezione di sé. L’autore ha
colto un’atmosfera cristallizzata nella quale il sole ci offre l’unica
apparente variazione nel tempo. La piccola costruzione è la risposta
dell’uomo al grande freddo. È ben incastonata in un territorio nel quale lo sguardo vaga a perdita d’occhio. Il mare accentua la percezione di distanza visiva e fisica dello sfondo, che per condizioni ambientali, si mostra tanto affascinante quanto ostile.

5a Classificata – DONDINI TADDEI Lia
“Verso il lago d’Aral – Moynak la città fantasma (Uzbekistan)”

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Il ritratto ambientato è specifico del reportage, ma in questo caso di
ambiente c’è veramente poco. Una strada con due muretti e tutto il
resto nascosto dalle due barriere. Proprio per questo l’attenzione cade direttamente sui due protagonisti, di età differenti e con lo sguardo rivolto in direzioni diverse, quasi a raffigurare le loro ipotetiche proiezioni sul domani e sul futuro. Nulla di forzato nella posa dei due uomini, e quindi tutto risulta naturale, facendo risaltare la loro serenità e la loro dignità.

34° Gran Premio Fotografico – 2° incontro Colore

1a Classificata – DONDINI TADDEI Lia

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”Agnone fabbrica di campane”
Agnone è un comune del Molise in provincia di Isernia. È una località di antica storia di origine sannita. Oltre alle bellezze del territorio, la cucina, le tradizioni, l’artigianato e tanto altro ancora, è conosciuta per la Pontificia fonderia di campane Marinelli nata intorno all’anno 1000 d.C.
La sola parola evoca in ciascuno vecchi ricordi di quando i suoi rintocchi segnavano il tempo e gli accadimenti importanti nelle nostre comunità.
Un vero e proprio punto di riferimento. La fotografia non ha bisogno di spiegazioni. Il gesto della giovane ci appare leggero, quasi delicato e l’Autrice ha saputo ben dosare la luce, riuscendo a creare un’atmosfera magica che, per questi meravigliosi manufatti, è la giusta dimensione per uno degli ultimi ponti fra lontani passati e frettolosi ed economici presenti.

 

2a Classificata – MARRAS Roberta


“Il mio sogno di te non è finito”
Il titolo di questa fotografia è molto importante: “Il mio sogno di te
non è finito”. Lo è perché offre a chi vede l’immagine una circoscritta
dimensione emotiva, una più profonda relazione fra le parole e le forme contenute nella foto. Da una parte l’atmosfera turbolenta di una fine estate e un mare quasi furioso che non riesce però a sconvolgere il banco di sabbia sopra il quale rimangono due sedie, una quasi abbracciata all’altra (e concediamoci pure questa libera associazione).
E poi dimenticata, o forse volutamente lasciata, una bottiglia testimone anch’essa di un tempo che sembra proprio perduto per sempre.
L’Autrice ci lascia distanti da quella analogia di un ricordo, rafforzando la lontananza che è accentuata dalle onde, le quali, continuamente, disperdono infinite goccioline d’acqua.

 

3° Classificato – MASINA Edoardo


”Ma dove vuoi andare?”
Una foto concettuale nella quale l’elemento diverso va controcorrente.
È piaciuta molto l’idea e la scelta dei soggetti, che funzionano bene
assieme, sia per dimensioni, sia per colore anche se il taglio delle due
code a sinistra disturba un po’. Probabilmente si poteva gestire
diversamente. Si poteva ad esempio creare un banco di pesci lasciando ampio spazio ai lati del gruppo, oppure ritagliare di più l’immagine eliminando le zone vuote. Si tratta di un’immagine semplice ma che funziona proprio bene.

 

4° Classificato – STAFUZZA Stefano


”Amsterdam metropolitana”
L’uscita della metropolitana ripresa in diagonale è davvero efficace, e
crea una sorta di collegamento tra l’operaio seduto e il ragazzo con il
trolley. Gli atteggiamenti dei due protagonisti sono simili: entrambi
sembrano in attesa che arrivi il momento di muoversi nuovamente, e
ciò aiuta a cancellare la percezione tra il reale e il non reale. In pratica la persona fisica ripresa nella fotografia, arricchisce, nella forma e nel significato, l’immagine pubblicitaria del metrò.

 

5° Classificato – BÖHM Walter


”S.T.”
Lei, intenta a fotografare, o ad auto-fotografarsi, con un’espressione un po’ accigliata, lui concentrato nell’impostare il suo smartphone per riprendere chissà che. Tipi un po’ eccentrici, impegnati su una banchina, dinanzi al mare, e davanti alle vele bianche che si scorgono sullo sfondo.
Questa volta la regola dei terzi ha funzionato, e nei punti di forza
troviamo i due soggetti, che spiccano in un contesto probabilmente un po’ confuso, del quale l’Autore, intestando “S.T.” l’immagine, non ritiene utile darci ulteriori ragguagli. Si tratta della “Barcolana”? Non ci è dato sapere.

34° Gran Premio Fotografico – 1° Incontro Colore

1a Classificata – PAOLI Marisa
“Non solo shopping. Centro Commerciale Hofstatt Monaco di Baviera”

Foto che presenta una storia dentro a un’altra storia, e rivela l’abilità
della Fotografa nell’aggiungere quel qualcosa che chiude il cerchio in
maniera autoriale. Centro commerciale di Monaco di Baviera con una scritta pubblicitaria inequivocabile sulle paratie degli interni. L’Autrice ha subito contestualizzato la prima parte del messaggio “Stay here”, riferendola al gruppo di ragazzi fermi e intenti a parlare tra loro, ma anche “congelati” in fase di ripresa. La seconda parte “Just move!” è invece connessa con la ragazza in entrata, nella parte sinistra dell’immagine, ritratta con una ripresa mossa. Immagine semplice ma allo stesso momento complessa, perché in questi casi il tempo di esposizione da usare è forse la prima cosa alla quale pensare per ottenere risultati con queste caratteristiche.

2° Classificato – BÖHM Walter


L’atmosfera scura e densa di questa fotografia ci riporta alla mente
luoghi remoti, spogli di alta vegetazione. Luoghi intimi nei quali si è
per lo più in compagnia del silenzio e dei propri pensieri. Sullo sfondo
un’automobile che potrebbe andar via, lasciarci, aggiunge ulteriore
fissità a noi che osserviamo la fotografia. Fermi, siamo fermi, in  mezzo
a una strada che davanti, in fondo, si perde nel paesaggio. Si perde
anche il pensiero del “da dove arriviamo”, mentre la narrazione è
incoraggiata anche dal cielo plumbeo: vien da chiedersi se la pioggia e il grigio scuro è passato o sta appena per avvolgerci.

3° Classificato – MASINA Edoardo


L’immagine è stata realizzata nell’area partenze che si trova all’interno dell’Aeroporto Internazionale “Orio al Serio” di Bergamo (purtroppo, la mancanza di questo ragguaglio rende la foto carente sotto l’aspetto prettamente informativo). Si tratta di uno scatto decisamente ben composto; un’inquadratura che propone un perfetto posizionamento di tutti gli elementi individuabili, e che ha il pregio di evidenziare la particolarità delle pareti del terminal partenze, rivestite con la riproduzione del codice a barre delle etichette bagagli.

4° Classificato – BRUNETTA Claudio
“Mi sto perdendo!”


La fotografia ci porta all’interno della Livraria Lello & Irmão nella città di Porto. L’intero palazzo, in stile Liberty, è esso stesso uno spettacolo. Il punto di ripresa ci offre la possibilità di intravedere l’intero movimento di questa originale scala rossa, ben colta dall’Autore. Animarla di visitatori che la frequentano non dovrebbe essere stato particolarmente difficile. È una classica immagine per questo luogo ma ugualmente ben figura in questa nostra selezione. Vale la pena ricordare come questa scala, e tutti gli interni, ispirarono una tale J.K. Rowling immaginando la libreria in Diagon Alley in cui Harry Potter incontrò Gilderoy Lockhart nel
libro “Harry Potter e la camera dei segreti”.

5a Classificata – ZULIANI Franca
“Pomodori”

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Pomodori… il gioco di parole associato alla natura morta rende leggero questo classico della fotografia, con una sorta di vena ironica che non guasta mai. Bello il gioco di luci usato per valorizzare i pomodori e la mela dorata, ottima anche la scelta dello sfondo nero utilizzato. Il valore aggiunto di questa bella immagine sta proprio nel gioco del titolo “Pomodori”, dove i protagonisti della foto, ovverosia i pomodori e il “pomo d’oro” possono essere raggruppati assieme ed essere inglobati in un’unica parola. Ottima sia l’idea che la realizzazione.