Archivi categoria: Gran Premio Fincantieri-Wartsila

Il Gran Premio Fincantieri-Wärtsilä è un concorso fotografico riservato ai soci della Sezione FOTOGRAFIA, per stampe a Colori ed per Stampe in Bianco e Nero che si svolge in 5 serate – per ogni categoria – nell’arco dell’anno.

Ogni socio può presentare un massimo di 5 stampe a Colori o in Bianco e Nero – a seconda della serata – dove verranno valutate da tre soci del Circolo.

33° Gran Premio Fotografico – 5a serata Bianco&Nero

Giudici della serata, oltre al nostro Presidente Fulvio Merlak, Tullio Fragiacomo e John Gubertini che ringraziamo.

1a Classificata – DAVANZO Donatella “Quarantena”


Il tema della quarantena viene toccato in maniera sottile e ironica,
portando in evidenza un aspetto tipicamente triestino, che è poi quello della tintarella estiva. Il focus dell’immagine è tutto nella parte inferiore dove i pochi elementi visibili della protagonista (volto e piedi) ci parlano di quanto quella situazione le appartenga. Rilassarsi per essere baciati dal sole sfruttando un angolo di casa propria. Mentre la parte buia dello sfondo la valorizza, la finestra le offre una cornice naturale intensificando il racconto, il tutto in maniera semplice e diretta.

2° Classificato – STAUBMANN Giancarlo

Un elegante tavolino di un caffè dove le pennellate di luce, contrapposte alle zone in ombra, rendono questa foto quasi un disegno fatto a china.
La capacità del fotografo sta anche nell’inquadrare perfettamente una scena di vita quotidiana donandole una sorta di poesia, grazie anche all’elegante arredamento che circonda i due protagonisti. Osservare l’ambiente quotidiano che ci circonda, capire le cose che ci attraggono, catturare l’immagine facendola propria, donandole uno stile che la valorizzi, sono gli elementi che appartengono a questo autore.

3a Classificata – ZULIANI Franca “Calle Florida, Buenos Aires”

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Calle Florida è la strada pedonale più famosa e frequentata di Buenos Aires. Si trova al centro della capitale argentina, ed è disseminata di negozi di abbigliamento, di ristoranti e di gallerie commerciali. Lungo la via si possono ammirare gli spettacoli degli artisti di strada e dei ballerini che si esibiscono in prestazioni del celebre tango argentino. L’immagine, contrassegnata dal frenetico movimento dei passanti, testimonia in modo perfetto la caotica quotidianità della strada; e i due ragazzi, fermi al centro dell’“Avenida”, in attesa di clienti per i loro “City Tour”, fungono da perfetto contrappunto al gran brulicare della gente.

4a Classificata – PAOLI Marisa “Promenade des Anglais a Nizza”

Il fil rouge di questa fotografia, colta verosimilmente al volo, potrebbero essere proprio le linee orizzontali. L’autrice ha colto il giusto momento in cui, nel contesto della costruzione così bianca vicina al mare, sopra la quale sono state collocate una moltitudine di assi intervallate da spazi vuoti, passano due signore con i loro doposole a righe. Impegnate in una conversazione, che chiaramente le sta impegnando tanto da non far loro scorgere l’autrice dello scatto, grazie alla loro postura, ci offrono la sensazione di un passo sicuro, deciso e veloce. La linea di fuga da sinistra verso destra e le ombre ci restituiscono il giusto movimento all’interno della fotografia.

5a Classificata – POLLASTRELLI Fosca “Scanno”


Scanno, per noi amanti della fotografia, oltre al suo indiscutibile valore etnico-culturale, sociale e storico, rappresenta un simbolo iconico che ci riporta a diversi autori di grande esperienza di ieri e di oggi. Tant’è che questo paese di 2000 anime della provincia dell’Aquila è indubbiamente assai fotogenico e per questo altrettanto frequentato. L’autrice di questa fotografia coglie un momento di vita quotidiana lasciandoci ampi spazi di immaginazione. La figura di spalle, probabilmente più appesantita dall’età che da altro, sembra essere veramente osservato dalla statua della giovane donna scannese nel suo abito tradizionale e che porta la popolare conca abruzzese sottobraccio. La mente corre e può serenamente riempire la scena di figure, nei loro neri abiti che, per altro, ancor oggi, è possibile incontrare in ogni festività.

33° Gran Premio Fotografico – 4a serata Colore

Si ringrazia la giuria di oggi formata da Fulvio Merlak,  Tullio Fragiacomo e John Gubertini.

1° Classificato – STERA Massimo “19.05.09 Montmartre di fretta”

Il titolo ci porta dritti al vero valore aggiunto di questa bella fotografia. La figura che entra nel quadro dalla sinistra, con una velocità differente rispetto a ciò che contrassegna il resto dell’immagine, ce lo sottolinea, e il suo mosso definisce il titolo. È così che la persona in primo piano s’impossessa della scena, e i colori contribuiscono a descrivere questa parte di Parigi sempre piena di atmosfera, anche nella normale quotidianità. I personaggi visibili all’interno del locale, sulla sinistra, riempiono di vita il caffè, contrapponendosi alla parte destra ricca di particolari e di un curioso riflesso che rivela un’unica persona. La parte esterna, se in un primo momento può portare a desiderare un taglio che meglio la definisca, poi regala una teatralità che racconta il caffè parigino. Ogni oggetto, le scritte, la candela sul tavolino o qualsivoglia altro elemento ripreso, sono utili, non solo in senso estetico fotografico, ma anche come autentiche lenti d’ingrandimento orientate sulla leggerezza vitale del luogo.

2° Classificato – BATZELLA Pier Franco “Attraversare a Ginza”

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L’immagine, che coniuga luce, ambientazione e dinamismo, non può non evocare la teoria dei “nonluoghi” (non-lieu) così come li ha teorizzati Marc Augé nei primi anni ’90. Spazi condivisi nei quali gli individui smarriscono il principio di identità, di storia e di relazione. Spazi nei quali le relazioni sono superate dalla necessità di non consumare tempo, di essere veloci e di realizzare ogni azione secondo guide esterne (nella fattispecie i semafori), annichilendo ogni personale “pensiero critico”. Nella fotografia percepiamo questo distanziamento emotivo grazie al mosso: questo impedisce, non solo di identificare un volto, ma sottrae dettagli alla forma umana che appare evanescente, soprattutto quella che ci si avvicina
sempre più al nostro punto di vista.

3° Classificato – CREVATIN Gianfranco

Il quadrilatero di Rozzol Melara è un complesso residenziale popolare Ater, progettato da un gruppo di architetti triestini coordinati da Carlo Celli; un complesso costruito, tra il 1969 e il 1982, alla maniera del Corviale di Roma, delle Vele di Napoli e dello Zen di Palermo, sotto l’influsso delle teorie socio-architettoniche dell’ideatore urbanista svizzero, naturalizzato francese, Le Corbusier. Lo scenario ripreso dall’Autore (che si presenta compresso, quasi soffocato) rappresenta una testimonianza dello stato di degrado sociale e ambientale degli ambienti interni. I muri appaiono lordati e imbrattati con disegni e scritte, e le sporcizie sparse sul pavimento in PVC nero completano una scena che ha ben poco di civile. Una sorta di ghetto tetro e scuro, nel quale si muovono le sagome plumbee di due persone, vittime involontarie dell’incuria e dell’abbandono.

4° Classificato – PETRONIO Ernesto

Ci sono fotografie che, grazie al punto di vista dell’autore, contengono storie diverse, microstorie di situazioni e relazioni fra i soggetti e, ovviamente, gli sfondi come corollario del contesto. Questo scatto ne è un buon esempio. Le due giovani donne sedute sono in una relazione di palese dialogo, quanto meno non verbale, (lo sguardo della figura di sinistra che si accompagna alla posizione della mano di quella di destra) trovano, come contro altare, la figura sulla destra che si trova dietro la grande vetrata. Due attimi senza un legame diretto se non per il luogo. I due pilastri di marmo nero separano – letteralmente – due mondi, due storie nelle quali noi siamo liberi di costruire le nostre narrazioni.

5a Classificata – DONDINI TADDEI Lia “Antica lavanderia, Maramures”

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L’immagine si presenta diligentemente bilanciata tra la zona interessata dal fumo emanato dal fuoco acceso con la finestra aperta, e l’area del lavatoio dove l’acqua la fa da padrona. La figura della signora, che spicca illuminata dalla luce della finestra, nel nero fumoso della lavanderia, è essenziale nel rendere suggestiva la scena che la vede, avvolta in un alone di antico mistero, ergersi come punto di unione tra i due elementi del fuoco e dell’acqua.

33° Gran Premio - 4° CLP - Foto selezionate per Autore

33° Gran Premio Fotografico – 4a serata Bianco&Nero

Nel complimentarmi con tutti i Partecipanti, e nel rinnovare i più sinceri ringraziamenti ai giudici Fulvio Merlak, Tullio Fragiacomo e John Gubertini, nonché al Responsabile di gestione delle Tappe, Fabrizio Fabris, vi ricordiamo che mercoledì prossimo (17 marzo 2021) è in programma un’interessantissima Serata in compagnia di Claudia IOAN (Perugia) dal titolo “Un mondo a colori (Storia della fotografia a colori dalle origini ad oggi”.

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33° Gran Premio Fotografico – 3a serata Colore

I risultati della 3a tappa del nostro Gran Premio fotografico per foto a Colori. Giudici della serata: Fulvio Merlak, John Gubertini e Tullio Fragiacomo.

 

1° Classificato – STAUBMANN Giancarlo

Foto che potrebbe essere portata ad esempio di quanto il colore possa fare la differenza. I cromatismi caldi e freddi, che regalano a questo posto qualcosa di magico, con un’inquadratura perfetta, nonostante, presumibilmente, sia stata ripresa dal finestrino di un’automobile (particolare che si nota nella parte bassa dell’inquadratura). Questo dettaglio ci fa apprezzare ancora di più quest’istantanea, caratterizzata dalla volontà dell’Autore di non togliere nulla allo scatto originale, e quindi di renderla ancora più vera. Ottimo il tempismo nel riprendere il passante davanti la porta del “Dance Club”. L’immagine ci offre la consapevolezza che, con un clima avverso, gli scatti possono essere ancora più interessanti, “disturbati” naturalmente dal tempo sfavorevole.

2° Classificato – URIZZI Claudio

L’autore di questa fotografia si è trovato in una situazione che sicuramente non era né attesa, né cercata dalle due figure presenti. In questo pot-pourri di colori intensi che ci riporta alla mente certa fotografia americana degli anni ’70 alla Jay Maisel (tanto per citare un nome non a caso), il mondo racchiuso nella fotografia è un’altalena di contrasti. La fanciulla in un abito che per similitudine ci riporta a una danzatrice di flamenco è lontana, sotto ogni punto di vista (salvo per il luogo), alla signora sulla sinistra che invece pare  attenta persino a ogni suo minimo movimento. Contrasto di luce e ombra per i panni messi ad asciugare e la loro ombra e quel tocco di rosso quasi abbandonato sull’estremità destra della panca completano questa buona immagine. Se aggiungiamo la sua composizione, il gioco è fatto. Non siamo in Spagna (tradisce il nome sulla cassetta di legno pancia sotto in basso a sinistra), ma, probabilmente a… Burano.

3° Classificato – FAVRETTO Gianfranco

L’immagine ci offre uno scorcio di una delle gallerie che collegano fra loro le due caverne a cinque livelli di parcheggio ognuna, dell’innovativo “Park San Giusto” di Trieste; un parcheggio interrato capace di 734 posti macchina, inaugurato all’inizio di ottobre del 2015. L’Autore ha colto il passaggio in bicicletta di uno degli operatori (riconoscibile per la pettorina gialla) in mezzo a due dei murales che decorano le gallerie e gli spazi interni. I dipinti, opera
dell’Artista triestino Davide Comelli, dedicati alla storia automobilistica,
sembrano fare da cornice al passaggio dell’addetto all’impianto. Tempismo, scelta cromatica e impostazione simmetrica sono i pregi maggiori di questa immagine, caratterizzata da ritmo, armonia ed equilibrio.

4a Classificata – PETRUCCO Roberta “Nepal 02.01.2017”

Scatto che attira l’attenzione per la spontaneità e la serenità che questi bambini nepalesi trasmettono, ma soprattutto per il punto di ripresa che da un ambiente interno “guarda” verso l’esterno, con i protagonisti consapevoli di essere fotografati. Un volto in particolare risalta grazie alla luce e all’inquadratura, e risulta magnetico rispetto al resto della scena, che per altro si fa guardare piacevolmente in tutti i suoi particolari. Proprio per questo motivo l’occhio, inevitabilmente, cade sulla zona bassa del muro e dell’angolo in basso a destra che, se tagliata o inquadrata diversamente, avrebbe dato a nostro avviso ancora più valore a questa bella fotografia. Complimenti all’autrice che ci fa capire quanto semplice possa essere portare a casa una bella immagine grazie ad uno sguardo attento e sensibile.

5a Classificata – DONDINI TADDEI Lia “Lago Inle”

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Il titolo che l’autrice ha dato a questa fotografia ci comunica il luogo nel quale lo scatto è stato effettuato: il lago Inle che è situato fra le montagne dello Stato Shan (a oltre 900 metri sul livello del mare). Si trova in quel paese che un tempo chiamavamo Birmania e che ora è stato ribattezzato Myanmar. Scena di difficile gestione per la grande quantità di luce e che l’autrice ha verosimilmente pensato di controllare estendendo il contrasto e la struttura fino a far emergere maggiormente la forma delle persone, delle barche e degli utensili invece dei i dettagli fini. Buona la scelta dell’istante di scatto: le quattro figure, ciascuna impegnata nell’ardua attività di mettere assieme il pranzo con la cena, si accompagnano alle barche a fondo piatto che sostengono il ritmo interno dell’immagine. Ignorando la qualità della luce nella scena originale, l’autrice avrebbe comunque meritato un po’ più di fortuna, magari in un’altra ora del giorno. Come capita spessissimo in fotografia, ogni immagine è figlia
solo dell’esatto tempo nel quale è stata scattata.