Archivi categoria: ATTIVITA’

La ricca attività del Circolo Fincantieri – Wärtsilä, Sezione FOTOGRAFIA spazia dalle Mostre ai Corsi di Fotografia e workshop, dalla proiezione di Audiovisivi alle Extempori, dalla raccolta di fotografie d’epoca alla stampa del notiziario “Trieste Photo News”, oltre alle infinite serate con Autori, Critici, Storici del settore.

Il Circolo opera ormai da quasi quarant’anni nel mondo dell’immagine, un lasso di tempo in cui ha saputo conquistare un ruolo importante non solo nel variegato panorama della Fotografia ma, ciò che più conta, anche in quello della cultura e della vita sociale di Trieste.

I Soci della Sezione FOTOGRAFIA si incontrano al mercoledì dalle ore 18.30 presso la sede di Galleria Fenice, 2 Trieste – 1° Piano.

«Mirrors» – Mostra di Walter Böhm

«Mirrors»

Mostra di Walter Böhm

La mostra è una raccolta di immagini sulle forme, le geometrie e i colori riflessi da edifici e strutture dell’ambiente urbano moderno.

Perché “Mirrors”? Cosa ci attrae di un’immagine riflessa? È solo una rappresentazione estetica o c’è qualcos’altro? Di per sé lo specchio o una generica superficie riflettente ha sempre rappresentato un qualcosa di magico e irreale. Ho iniziato a fotografare gli edifici attratto dalle geometrie particolarmente marcate ed esaltanti che caratterizzano la fotografia di architettura moderna. Poi ho incominciato a vedere qualcosa di più; le immagini riflesse sembravano “vestire” gli edifici di forme, luci e colori, che cambiavano e si deformavano appena mi spostavo e giravo attorno al soggetto, modificando continuamente il loro aspetto, che dipendeva, sembra strano, da ciò che stava di fronte e li circondava: alberi, cielo, nuvole, altri edifici. Ho cercato quindi di cogliere l’essenza di questo aspetto concentrandomi molto sul particolare, allo scopo di ottenere un equilibrio geometrico e cromatico e al tempo stesso evitare contaminazioni dirette con l’ambiente circostante sull’immagine finale. Interessante anche l’aspetto dinamico-formale della situazione, dovuto al fatto che le superfici riflettenti (specchio, vetro, acciaio), non essendo mai perfettamente piane, producono delle immagini più o meno deformate e molto diverse se spostiamo anche di poco il punto di ripresa. Nel percorso espositivo s’incontra anche l’uomo, che compare in alcune immagini da cui traspare un insolito e irreale rapporto tra uomo e contesto urbano.

Walter BÖHM

«25 anni di fotogiornalismo», Incontro con Andrea LASORTE

Domani sera, 22 novembre 2017 (inizio alle ore 18.30) «25 anni di fotogiornalismo», Incontro con Andrea LASORTE.

Andrea Lasorte è nato il 27 settembre 1966 a Trieste. Ha frequentato il Da Vinci. Ha iniziato a fotografare alla fine degli anni Ottanta seguendo una tradizione di famiglia nello studio ITALFOTO del padre Enzo. I primi servizi fotografici sono stati di avvenimenti sportivi. Dal 1995 collabora come fotografo a “Il Piccolo” e al settimanale “Vita Nuova”. Nel 1997 ha iniziato la corrispondenza con l’Agenzia ANSA. Sue foto sono apparse sui quotidiani “Corriere della Sera”, “La Repubblica” e “La Stampa” e su vari settimanali. Ha partecipato alla Mostra “Quattro anni di cronaca” (Trieste, Palazzo delle Poste, 1996). Nel 2004 ha partecipato, assieme a Ugo Borsatti, Fulvio Bronzi, Massimo Cetin, Claudio Ernè, Sergio Ferrari, Davorin Krizmancic, Enzo Lasorte, Fabio Parenzan, Mario Magajna, Giovanni Montenero e Marino Sterle, alla realizzazione del libro “5404 dodici fotoreporter a Trieste”.

“Antologica 1980-2017” di Furio Scrimali

Mercoledì 15 novembre 2017 (ore 18.30) inaugurazione della Mostra “Antologica 1980-2017” di Furio Scrimali.
“Credo esista per tutti, credo capiti a tutti, un certo attimo speciale nel quale ci si guarda indietro, “ci si volta”, “ci si guarda alle spalle”, si analizza il proprio vissuto, il proprio trascorso… in questo caso trentasette anni di fotografia: una personale, significativa, importantissima immersione, sempre più profonda, nel linguaggio espressivo dell’immagine. Trentasette anni, centoquarantotto stagioni, di natura e boschi infiniti, ma incredibilmente, soprattutto… trentasette inverni. “
Furio Scrimali

«Natura morta» – Mostra di Francesco Zito

Mercoledì 18 ottobre 2017 alle ore 18.30 inaugurazione della mostra

«Natura morta»

Mostra di Francesco Zito

 

Le foto sono frutto di una mia passione per i dipinti di nature morte. Dopo aver pensato la composizione il mio maggior lavoro è la ricerca della luce giusta e questo per esaltare certi colori della natura. Mi sono creato un piccolo set dove posso gestire la luce al meglio e alla fine gli ultimi aggiustamenti sono fatti con fotoritocco. Stampo i lavori su tela con una Epson 3800 e alla fine proteggo il tutto con una vernice lucida. Questa è la mia prima mostra.

 

Francesco ZITO

DONATELLA DAVANZO – “Route 66: mito o documento?”

«Route 66: mito o documento?»

Incontro con Donatella Davanzo

 

Un semplice nome eppure una storia leggendaria. Una strada diventata un simbolo universale da percorrere all’insegna dell’avventura e della libertà. Accompagnata spesso da immagini dei grandi spazi americani, è diventata più un’idea che un fatto reale. Ancora oggi per i numerosi viaggiatori che vi si recano da ogni parte del mondo, è la strada che attrae, più che la destinazione da raggiungere. La storica highway è ancora un viaggio “nel tempo” per trovare i “veri”” Stati Uniti, la loro storia e la loro cultura o perché un viaggio personale ci spinge alla scoperta dei propri immaginari. Route 66 è un fascino che resiste sin da quando è iniziato, con i primi film Hollywoodiani, i romanzi, le canzoni di Woody Guthrie e di Bobby Troup e le serie televisive del dopoguerra. Lo stesso numero “66” ben si accorda con un’esperienza che apparve subito unica e che ha distinto questa highway dalle altre fin dal lontano 1926, quando venne istituita come strada ufficiale. Da Chicago a Los Angeles, Route 66 è una diagonale che attraversa 8 stati nordamericani, climi e paesaggi diversi di periferia, di grandi città, sobborghi, pianure, deserti, fino ad arrivare al mare di Santa Monica in California.

Eppure Route 66 racconta storie molto diverse fra loro, forse non a tutti conosciute. Un “On the Road” iniziato con le esperienze di migrazioni durante la Grande Depressione degli anni ’30; una strada percorsa da mezzi militari durante la Seconda Guerra Mondiale; e infine contrassegnata dall’ottimismo della rinascita americana degli anni ‘50 e ’60, ma dove l’esclusione della comunità Afro-Americana, anche dalla Route 66, era un fatto reale. Un strada ha offerto sentimenti, sicurezza e speranza per molti lungo la Mother Road, il nome nato dal romanzo di John Steinbeck Furore. Dal 1985, quando venne ufficialmente destituita ufficialmente come highway americana, il turismo sempre più intenso ha contribuito alla crescita del mito e alla commercializzazione della sua immagine.

Ogni suo chilometro è fonte di ispirazione fotografica. Ma oltre alle immagini di viaggio che raccontano di luoghi, persone, e attrazioni turistiche, ci sono gli archivi di grandi fotografi che hanno invece documentato le storie umane e i luoghi che hanno fatto della Route 66 la sua vera storia. Ricordiamo le opere di Dorothea Lange, Robert Frank, Walker Evans… per citare solo alcuni nomi famosi. A metà anni ’60 emerse la corrente americana dei Topografici (New Topographics) con le immagini di John Scott, Ed Ruscha e Stephen Shore. La loro tecnica di documentazione creò una “lettura” innovativa del paesaggio. Immagini lontane da espressioni nostalgiche e naturalistiche, concentrate invece sugli “ordinari luoghi”, quelli di ogni giorno, spesso ignorati dalla fotografia. Strade vissute dalla mobilità e uso dell’automobile che da sempre distinguono la cultura americana, costellate di motel, stazioni di benzina, parcheggi, e drive-in. Nelle loro immagini di documentario, i topografici ci portano alla scoperta di una diversa, e più’ vera, Route 66.

 

Donatella DAVANZO