Tutti gli articoli di Daniele

Buone vacanze

Nell’augurarvi una Buona Estate e delle splendide vacanze, vi ricordo che ci ritroveremo

Mercoledì 5 settembre alle ore 18.30 

per iniziare la Stagione 2018-2019 che si prospetta ricca di novità e iniziative.

Vi ricordiamo inoltre i temi che andremo ad affrontare nel “Microcosmi 2018-2019” (cliccare QUI per visionarli).

PICCOLI MONDI 2018

Mercoledì 27 giugno 2018 alle ore 18.30 si è inaugurata la mostra della 4a edizione di “PICCOLI MONDI” con i Portfolio di Mariagrazia BERUFFI, Licinia BONETTA, Manuela CECOTTI e Cristina LOMBARDO.

Il portfolio [ha scritto Sara Munari, nel suo libro “Il Portfolio Fotografico – Istruzioni imperfette per l’uso”, emuse 2015, pag. 22] è un insieme uniforme di immagini dal quale emerge la capacità espressiva, la fantasia, la tecnica e lo stile del fotografo nello sviluppare la sua idea iniziale, relativamente a un dato tema. Le immagini selezionate per essere inserite hanno il compito di raccontare qualcosa e trasmettere un’emozione e, come dicevo sopra, non sono le fotografie migliori che avete scattato. […] Parecchi anni fa, durante un mio breve stage da Grazia Neri, una delle agenzie fotografiche europee più importanti, Grazia Neri in persona mi disse: “Se alla quarta fotografia del portfolio che visiono, non ho capito di che cosa tratta perfettamente il lavoro, il portfolio è debole!”. Bella sfida: le prime quattro fotografie devono far comprendere chi sono i soggetti, dove si svolge l’azione, come e, soprattutto, dovranno essere tanto interessanti da accattivarsi l’attenzione di chi le guarda e farlo proseguire nella visione. Questo vale soprattutto per la fotografia legata al giornalismo e al reportage. Esistono progetti stupendi per cui fino all’ultimo mi sono chiesta “Chi è chi? Dove va? Perché? Cos’è? Boh, ma che bel lavoro… però!”. Quello che ho imparato per certo è che i portfolio ricchi di forza emotiva e concettuale hanno mantenuto la loro potenza nel tempo e sono sempre eccezionali.»

Sara, che è stata nostra graditissima Ospite durante il “14° TriestePhotoFestival”, nell’agosto del 2016, ha perfettamente ragione. Un portfolio, per sua natura, quando funziona, è in grado di trasmettere idee e pensieri, testimonianze e ricordi, sensazioni ed emozioni. Se funziona davvero, succede che, attraverso il “felice” accostamento di singole fotografie, si passa da una molteplicità di significati a una unicità di significato, che non è quella di alcuna delle fotografie costituenti, ma bensì quella, ulteriore, del portfolio stesso. Se funziona realmente, è come se si avverasse un piccolo prodigio, una magia capace di trasmettere sorprese, turbamenti, impressioni, commozioni. Si tratta di emozioni che durano nel tempo e che solo raramente si affievoliscono.

Il Circolo Fotografico Fincantieri-Wärtsilä si occupa di portfolio da un bel po’ di anni. Chiuso (almeno momentaneamente) il capitolo “Portfolio Trieste”, oggi lo fa con due specifiche selezioni riservate ai Soci, “Microcosmi” (che di solito è programmato nel mese di febbraio) e “Universo Portfolio” (nel mese di maggio). In ognuna delle due selezioni vengono premiati tre lavori. La Mostra intitolata “Piccoli mondi” (giunta quest’anno alla sua quarta edizione) è realizzata con i sei lavori premiati nelle due circostanze, sei portfolio fotografici che hanno il compito di testimoniare (nel caso ce ne fosse ancora bisogno) la validità di uno appassionante strumento espressivo impostato sulla sequenzialità delle immagini che lo compongono.

Fulvio MERLAK

“ANGOLO DELLA LETTURA FOTOGRAFICA”

Mercoledì 13 giugno 2018 ore 18.30

“ANGOLO DELLA LETTURA FOTOGRAFICA”

approfondimento di Manuela CECOTTI

 

«Perché complicare un’esperienza che facciamo più volte ogni giorno: l’esperienza di guardare una foto?» È una bella provocazione quella che John Berger, uno dei più attenti ed appassionati lettori di fotografia recentemente scomparso, ci propone e che qui proviamo a cogliere, con l’intento che la complicazione, se c’è, non sia mai fine a se stessa, bensì funzionale alla nostra comune ricerca in questo vasto mondo.

L’idea da cui nasce l’angolo di lettura fotografica è un’intenzione esplorativa: ritrovarci e, insieme, leggere quel che si può leggere, come suggerisce D.H. Laurence in una poesia dedicata al pensare, nella quale si enfatizza la complessità e la densità di questa azione umana.

Perché, se fotografare significa scrivere con la luce, leggere le foto ne è una inevitabile conseguenza logica, anche se tutti noi sappiamo che, a differenza del testo scritto, codice chiuso, univoco e imperativo, l’immagine fotografica si presenta incerta, soggettiva, codice aperto, equivoco e creativo.

Consideriamo dunque l’azione fotografica come una serie di decisioni che chi scatta compie in modo più o meno consapevole e intendiamo la fotografia come l’esito di questa azione, esito circoscritto, mediato, a volte intenso e pregnante di significato, in altri casi percepito come banale o già visto.

Parleremo di tecnica? Di composizione? Di percezione? Di espressione? Di forma? Di contenuti? Di autori? Di contesti? Viaggeremo intorno a tutti questi temi, cercando di volta in volta di cogliere quegli aspetti delle immagini che solo una analisi attenta e l’utilizzo di diversi criteri permettono di far emergere.

Scopriremo allora, e sono sempre parole di Berger, che il minuscolo messaggio di una fotografia è forse meno semplice di quanto pensassimo.

 

Manuela CECOTTI